thirty-fifth.

Ce l’ho sempre col mondo, lo sai. Le mie lotte contro i mulini a vento non si fermano mai, mi chiamano. I miei stereotipi, le mie manie, i miei disturbi, le mie crisi, tutto fa pensare ad una persona in condizioni mentali davvero gravi.
A volte sento che vorrei provare a respirare un po’ più profondamente, ma troppa aria nei polmoni fa male, ti fa annegare nell’ossigeno.
Qualcosa mi distoglie da ciò che volevo dirti, forse è il mio ego. Forse è questa strana sensazione di essere più forte degli altri ma vulnerabile al loro giudizio.
Mi chiudo a riccio, mi lecco le ferite.
E tu mi guardi, probabilmente pensando che in fondo non hai fatto nulla di male per meritare tutto questo, poi mi consoli perché sai che ne ho bisogno e mi rassicuri, inestimabile come sempre.
Ma in realtà, ci sarà sempre questa spilla che mi punge lo stomaco in continuazione: ti stancherai. Lo vedo limpido nel mio futuro. Nel nostro. In quello che resterà a metà perché credevamo che sarebbe stato per sempre uno.
Vorrei saper essere spensierata come i bambini o come gli idioti, vorrei poter credere di farti felice ma potrai ripetermelo per una vita intera e io non mi fiderò. Vorrei non preoccuparmi di cosa accadrà domani perché ti sto trascurando per scrivere tutto questo, ma ieri è passato, oggi è noioso, i prossimi 5 minuti mi fanno paura.
Chi ragiona troppo muore di depressione.
“Ignoranza brutta bestia”. No, cazzo. Beata ignoranza.
Se fossi ignorante non starei qui a rodermi il fegato perché non ho capito cosa volevi. Non lo capisco mai. Parlo quando dovrei tacere, taccio quando dovrei parlare.
Tu sei paziente, ma la pazienza non dura per sempre. Noi ci amiamo, ma chissà se durerà per sempre. Io sono psicolabile e quello sì, dura per sempre.





Saremo felici
o saremo tristi
che importa?
Saremo l’uno
accanto all’altra
e questo è
L’essenziale.
— G. D’Annunzio (via emmaerre)


Tu eri la mia adorazione costante, profonda, segreta. La parte migliore di me è stata sempre tua; e una speranza v’è rimasta sempre accesa: la speranza di liberarmi dai miei mali e di ritrovare il mio primo unico amore intatto.
— (L’innocente, Gabriele D’Annunzio)






















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